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venerdì, 17 dicembre 2004

Info.

Caro amore, … e poi?

testo di - stefania marrone

con - teresa la scala, stefania marrone

musicisti in scena - fabio trimigno (violino), Michele l. telera (contrabbasso)

regia - cosimo severo

organizzazione - iscra venturi

produzione - upping srl, bottega degli apocrifi

Abbiamo aperto una porta sugli anni Cinquanta, e i ricordi dei nostri genitori, dei nostri zii, dei loro amici, ci hanno assaliti perché quando si sta dietro una porta di solito è perché si è pronti ad uscire. Trovare una storia dietro una porta affollata di parole è impossibile. Abbiamo cercato in un posto più intimo, dove le cose si tengono conservate, con l’intenzione insieme di riporle e di non vederle più: un baule. Dentro il baule, sul fondo della scena, c’è una donna con la storia intima e privata di un amore. Una donna delicata ma solida come un marmo, disposta a tacere per una vita intera. Su una sedia, al lato della scena, c’è una donna con la stessa storia intima e privata di un amore. Una donna massiccia ma malleabile come la creta, desiderosa di parlare al punto di perdersi dietro al filo di quello che racconta. Si guardano e guardandosi si giudicano: sono l’una la parte peggiore dell’altra. Una donna spaccata in due dalla storia di un amore sospeso (forse da prima, ma non lo sappiamo), come me, la mia vicina di casa, mia sorella, mia cugina, la mia migliore amica, la parrucchiera, la ginecologa, l’estetista, la pediatra, la formatrice, la commessa, la senatrice, la professoressa, mia madre, mia nonna, ogni madre e ogni nonna. Abbiamo trovato una storia degli anni Cinquanta e quando abbiamo iniziato a raccontarcela ci ha riportati dritti nelle mani dei nostri pensieri, quelli che vorrebbero riporre e andare avanti e quelli che sul filo del passato ci fanno l’altalena tutti i giorni.

Postato da: bottegadegliapocrifi a 20:18 | link | commenti


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