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giovedì, 30 ottobre 2003

Invito alla lettura. Giovedì post ...

Pietro: Il mio cappello dov’è?

Giuliana: Hai un cappello?

Pietro: L’avevo. Adesso non lo trovo più.

Giuliana: Io non me lo ricordo questo cappello.

Petro: Forse non te lo puoi ricordare. Non lo metto da molto tempo. Noi è solo un mese che ci conosciamo.

Giuliana: Non dire così, «un mese che ci conosciamo» come se non fossi tua moglie.

Pietro: Sei mia moglie da una settimana. In questa settimana, e in tutto il mese passato, non ho mai messo il cappello. Lo metto solo quando piove forte, oppure quando vado ai funerali. Oggi piove, e devo andare a un funerale. È un cappello marrone, moscio. Un buon cappello.

Giuliana: Forse l’avrai a casa di tua madre.

Petro: Forse. Tu non è che l’hai visto per caso, in mezzo a tutta la mia roba, un cappello?

Giuliana: No. Però tutta la tua roba l’ho fatta mettere in naftalina. Può darsi che ci fosse anche questo cappello. Vai a un funerale? chi è morto?

Petro: È morto uno. Da quanti giorni l’abbiamo. Vittoria?

Giuliana: Da mercoledì. Tre giorni.

Petro: E tu subito le hai fatto riporre in naftalina la nostra roba di inverno?

Giuliana: La tua. Io di roba da inverno non ne ho. Ho una gonna, una maglia, e l’impermeabile.

Pietro: Hai fatto mettere in naftalina tutta la mia roba da inverno? Subito?

Giuliana: Subito.

Pietro: Geniale. Genialissimo. Però ora facciamo pescar fuori il mio cappello. Devo andare a questo funerale. Con mia madre.

Giuliana: Dimmi chi è morto.

Pietro: È morto uno che si chiamava Lamberto Genova. Era un amico dei miei. È morto l’altro ieri di una trombosi alle coronarie, all’improvviso, nella stanza da bagno, mentre si faceva la barba.

Giuliana: Lamberto Genova? io lo conoscevo. Lo conoscevo benissimo. È morto?

Pietro: Sì.

Giuliana: Nella stanza da bagno!Lamberto Genova! Io lo conoscevo, ti dico! Lo conoscevo benissimo! Una volta mi anche prestato dei soldi.

Petro: Impossibile. Era un uomo così avaro.

Giuliana: Però mi ha prestato dei soldi. Era molto innamorato di me.

....

(da Ti ho sposato per allegria di Natalia Ginzburg, ed. Einaudi 1966)

 

Postato da: bottegadegliapocrifi a 10:20 | link | commenti (9)